Diciamoci la verità: quante volte, davanti a una fotografia di nudo artistico, abbiamo sentito qualcuno bisbigliare con aria ammiccante o lanciare il solito commento da bar? Troppe. Per fortuna, c’è chi con l’obiettivo in mano preferisce smantellare i soliti cliché a colpi di luce, ombre e autenticità.

Oggi noi di Pepe Viola abbiamo fatto quattro chiacchiere con Giovanni Salinardi, un fotografo che ha fatto del nudo d’arte un percorso di ricerca profondo, libero e decisamente controcorrente. Tra una risata, un pizzico di ironia e una bella dose di schiettezza, Giovanni ci ha raccontato cosa c’è davvero dietro (e dentro) i suoi scatti.
Mettetevi comodi: si parla di arte, di libertà e di come guardare il corpo umano senza i soliti occhiali del pregiudizio.
1. Togliere l’etichetta per trovare l’anima
La prima domanda che ci è venuta spontanea osservando le sue opere è quasi filosofica: come fa un corpo a smettere di essere solo “un corpo” per diventare qualcosa di più? Giovanni ha le idee chiarissime, e la sua risposta ribalta completamente la prospettiva comune.
“Cerco soprattutto di desessualizzare il corpo. Spesso cerco persino di togliergli un’identità, perché non voglio che venga eroticizzato. Lascio parlare le forme e le ombre, che sanno essere incredibilmente espressive anche senza doversi per forza abbinare a un viso.”
Rinunciare al volto per far parlare le forme. In un mondo ossessionato dai selfie e dalla sovraesposizione dell’Io, la scelta di Giovanni è quasi un atto di ribellione: togliere l’identità al soggetto per restituirgli una purezza universale. Niente malizia, solo armonia.
2. Tra Bernini e Cicciolina: abbattere i tabù con un sorriso (e molta pazienza)
Parlando di nudo, però, è impossibile non scontrarsi con il gigante buono (o cattivo, dipende dai punti di vista) dell’opinione pubblica. Qual è il pregiudizio più grande che incontra chi fa questo mestiere? Giovanni non usa mezza misura e va dritto al punto con un paragone che rende perfettamente l’idea.

“C’è chi proprio non capisce la differenza tra Il Ratto di Proserpina e un film di Cicciolina: per molti ‘nudo’ equivale automaticamente a ‘porno’. È il risultato di una mancanza di cultura, o forse dei vecchi tabù in cui il corpo viene sempre visto come qualcosa di sporco o proibito.”
E se sulle modelle i commenti scadono spesso in giudizi superficiali e poco empatici, a Giovanni tocca sorbirsi la classica domanda da un milione di dollari: “Ma scusa, come fai a resistere con tutte quelle ragazze nude?”.
La sua reazione? “Manco fossi un animale incapace di controllarmi!”. La professionalità non è un’opzione, è la base su cui si fonda ogni singolo scatto nel suo studio.
3. L’arte dell’empatia: musica, chiacchiere e un goccio di relax
Mettersi a nudo — letteralmente — davanti a un obiettivo fotografico non è la cosa più naturale del mondo per chiunque. Come fa Giovanni a creare la magia? Come si trasforma l’imbarazzo iniziale in fiducia totale? È tutta questione di equilibrio e… reciprocità.
“Cerco prima di tutto di capire chi ho davanti. Si chiacchiera, si ascolta della buona musica, si ride e a volte ci si concede anche un bicchiere insieme. Deve essere un vero e proprio ‘do ut des’: mi apro io per primo, in modo che si aprano anche loro. Non si può pretendere che le persone ti diano fiducia se tu non dai nulla in cambio.”
Altro che set rigidi e impostati: il suo studio si trasforma in uno spazio protetto dove la vulnerabilità diventa forza, e la fotografia è solo la naturale conseguenza di una bella intesa umana.
4. La soddisfazione di veder nascere un’idea
Quando abbiamo chiesto a Giovanni se ci sia uno scatto in particolare a cui è rimasto affezionato, la risposta non è caduta sulla solita singola foto “famosa”, ma sul percorso creativo nella sua interezza.
“Non ce n’è uno solo, ce ne sono parecchi! Sono legatissimo a tutte quelle immagini che sono riuscita a realizzare esattamente per come le avevo immaginate e progettate nella mia testa.”
Vedere una visione astratta prendere forma e trasformarsi in realtà attraverso l’obiettivo: è questa la vera magia che ripaga di ogni sforzo.
5. Educare alla bellezza per sconfiggere la volgarità
Oggi siamo letteralmente bombardati da immagini di corpi perfetti, ritoccati o esibiti senza troppi complimenti. Ma quale ruolo può avere la fotografia d’autore per restituirci una visione più sana e autentica? Giovanni ha una ricetta molto precisa, che parte da lontano.
“Sono convinto che servirebbe molta più educazione già a scuola: educazione artistica, ma anche sessuale e affettiva. Solo così le nuove generazioni potranno imparare a distinguere davvero ciò che è bello e profondo da ciò che è semplicemente volgare.”
Un messaggio potente che noi di Pepe Viola sposiamo in pieno: la consapevolezza è il primo passo per vivere il proprio corpo — e quello altrui — con rispetto e libertà.
Domanda Bonus: Cos’è davvero la sensualità?

Noi di Pepe Viola amiamo raccontare la sensualità come una forma di cultura, eleganza e spontaneità. Non potevamo quindi non chiudere questa chiacchierata chiedendo a Giovanni la sua personale definizione.
“La sensualità non deve per forza coincidere con un corpo svestito. Può nascondersi in uno sguardo, nell’inclinazione di una bocca o in un semplice movimento. Sensuale è qualsiasi immagine che, in quel preciso istante, sia capace di trasmetterti davvero qualcosa.”
Poche parole, ma chiarissime. La sensualità non è quanto mostri, ma come riesci a far vibrare le emozioni di chi guarda.
Grazie a Giovanni Salinardi per averci regalato questo viaggio fatto di arte, ironia e grande professionalità. E voi lettori di Pepe Viola, la prossima volta che guarderete uno scatto d’autore, ricordatevi: spogliatevi dei pregiudizi, e lasciate che a parlare siano solo le emozioni!
2 risposte
Ho avuto il piacere e l’onore di posare per Giovanni… Che dire, ha letteralmente svoltato non solo il mio modo di stare davanti a un obiettivo, ma ha fatto in modo che io non mi sentissi un oggetto. Mi sono sentita VERA e LIBERA. Giovanni è stato per me il primo fotografo (oltre a mio marito) con il quale ho posato ed è anche merito suo se oggi ho abbattuto tutte quelle barriere che mi limitavano nell’essere completamente me stessa. Mi ha fatto capire quanta sensualità ci può essere dietro uno scatto di nudo artistico. Non ho mai visto questo mondo come volgare, ANZI! Ma temevo il mostrarmi senza veli e lui mi ha fatto comprendere quanto quei veli puoi farli scivolar via ed essere bellissima anche ai tuoi stessi occhi. Tutti quelli che tu vedi come difetti diventano dettagli da ammirare come in un quadro rinascimentale. Che dire… Sono molto contenta di aver letto questa intervista e apprezzo tantissimo ciò che fate!
“Carissima, le tue parole ci hanno davvero scaldato il cuore! ❤️
È fantastico leggere la tua esperienza: hai descritto in modo meraviglioso ciò che la vera fotografia (e il grande talento di Giovanni) dovrebbe sempre fare, ovvero farci sentire libere, autentiche e bellissime nei nostri dettagli. L’immagine del quadro rinascimentale è purissima poesia! 🎨✨
Ti ringraziamo infinitamente per aver condiviso questo pezzo della tua storia con noi e per le bellissime parole sul nostro lavoro. Un abbraccio grande da tutto il team di PepeViola!”