Prefazione: Quando la gelosia va in pensione e lascia il posto all’obiettivo
Se bazzicate da un po’ su Pepeviola.com, sicuramente vi sarete già rifatti gli occhi con l’esplosiva videointervista a Valkyr: artista, modella e uragano di sensualità che di certo non passa inosservata. Ma diciamoci la verità: dietro ogni grande scatto che ci fa venire le palpitazioni, c’è sempre qualcuno dall’altra parte dell’obiettivo che sa esattamente dove guardare. E in questo caso, quell’occhio vigile, appassionato (e decisamente fortunato) appartiene a chi Valkyr la conosce meglio di chiunque altro: suo marito.
Nell’era in cui il possesso viene spesso scambiato per amore e la gelosia viene contrabbandata per dedizione, ci siamo chiesti: cosa spinge un uomo a non voler tenere tutta per sé la bellezza irresistibile della propria compagna, ma a desiderare di sbandierarla con orgoglio di fronte al mondo intero? Tra fetish per i piedi trasformati in capolavori d’archivio, il passaggio dall’anonimato ai veri nomi sui social, parentele scandalizzate con le mani nei capelli e dosi massicce di complicità di coppia, abbiamo fatto una lunga chiacchierata con lui.
Senza filtri, con una buona dose di autoironia e con quell’onestà disarmante che piace a noi, ecco il racconto “dietro le quinte” di un matrimonio dove il desiderio si nutre di condivisione e dove l’obiettivo della fotocamera è solo il prolungamento di una grandissima intesa.
1. La scintilla iniziale: Ricordi il momento esatto in cui hai scattato la prima foto che avevi una gran voglia di mostrare agli altri? Che cosa hai provato vedendo gli sguardi e le reazioni della gente?
Sì, me lo ricordo come se fosse ieri. E, a dirla tutta, ho ben presente l’immagine esatta di quello scatto. All’inizio, la faccenda è cominciata in modo abbastanza “circoscritto”: scattavamo esclusivamente foto ai suoi piedi. I motivi erano due, molto semplici e trasparente: io ho un fetish conclamato per i piedi e lei, dal canto suo, adora usarli per dominare. Insomma, un incastro perfetto che manco gli ingranaggi di uno orologio svizzero!

È nato tutto come un gioco, alimentato da una mia passione innata per la fotografia e — lo ammetto — per l’archiviazione maniacale. Amo catalogare e mettere da parte tutto ciò che mi piace, quindi sentivo l’impellente necessità fisiologica di “mettere in cassaforte” tutto il materiale possibile di quei bellissimi piedini. In quel primissimo momento, sia io che lei vedevamo la cosa come una pura condivisione artistica dello scatto in sé; non c’era ancora l’idea o la consapevolezza di “mostrare lei” nella sua totalità al mondo.
Poi, però, è arrivato il punto di svolta. Ricordo perfettamente la foto che mi ha fatto scattare la lampadina in testa e mi ha fatto pensare: “Però… Se qualcuno vedesse mia moglie in intimo… La cosa mi piacerebbe da morire”. L’inquadratura vedeva un piedino magnifico in primo piano e, sullo sfondo, lei distesa sul letto in intimo (mutandine e reggiseno). Lì l’equilibrio è cambiato: non era più un semplice dettaglio anatomico, ma comprendeva la figura intera, l’essenza e il corpo di mia moglie. E io ho pensato che sarebbe stato semplicemente meraviglioso se tutti avessero potuto vederla, ammirarla e apprezzarla come la vedevo io.
All’inizio, da bravi timidi della rete, facevamo tutto tramite un profilo rigorosamente anonimo: nessuno conosceva i nostri nomi, le nostre facce o i nostri cognomi. Poi, ad un certo punto, ci siamo detti: “Ma sai che c’è? Ce ne freghiamo!”. Abbiamo sdoganato la cosa, mandato a quel paese il timore del giudizio altrui e iniziato a pubblicare con i nostri veri nomi e cognomi.
Le reazioni? Beh, bisogna scindere i due mondi. Da parte dei perfetti sconosciuti online abbiamo ricevuto un’ondata di complimenti, ammirazione, eccitazione e pura adorazione, sia per la qualità degli scatti che per l’estetica di mia moglie (che, ammetto, erano i complimenti che mi facevano più godere). Dai conoscenti, amici e parenti stretti invece? Un altro paio di maniche! È incredibile scoprire come le persone a te vicine possano trasformarsi istantaneamente in roccaforti inespugnabili di chiusura mentale e perbenismo. Parliamo di parenti che non hanno esitato a dare a mia moglie della “prostituta online” e delizie simili. La cosa ci ha scoraggiati? Nemmeno per sogno! Anzi, ci ha fatto salire ancora di più la voglia di metterci in gioco, soprattutto a lei.
2. Intimità vs Esibizione: Condividere l’immagine di tua moglie con la piazza digitale o con conoscenti tocca corde molto intime. Dove tracciate il confine tra ciò che appartiene solo a voi due e ciò che vi piace regalare al mondo?
Se parliamo del mondo virtuale, la risposta breve è: non c’è un vero confine! Ormai esistono scatti che mostrano ogni singolo centimetro di pelle di mia moglie, quindi nell’etere ce n’è davvero per tutti i gusti e nessuno dei due ha mai sentito il bisogno di mettere un freno a questo tipo di visibilità.
Se invece parliamo della vita reale e del “passare all’azione”, attualmente la cosa è sempre rimasta confinata alla pura condivisione fotografica. Io, come dico sempre con estrema trasparenza, sarei aperto a sperimentare qualsiasi novità o deviazione in ambito sessuale… Il piccolo dettaglio è che mia moglie non ne vuole sapere! (Ride, ndr).
Scherzi a parte, quando si tratta di prendere decisioni di coppia e tracciare confini reali nella vita vera, le regole esistono ed sono chiarissime. Il nostro metodo è molto semplice: ognuno di noi propone liberamente le cose che vorrebbe provare o che lo stuzzicano, ma se anche solo uno dei due dice “no”, quel no diventa insindacabile e invalicabile. È così che abbiamo trovato un perfetto equilibrio di coppia (anche se, a essere del tutto onesti, io dico praticamente sempre di sì a tutto, ma questi sono dettagli trascurabili!).
3. La dinamica di coppia: Come nasce uno scatto? È un gioco guidato con fermezza da te come regista, oppure è lei a suggerire pose e situazioni? Quanto conta il suo entusiasmo durante il set?
L’entusiasmo di mia moglie durante un set non è semplicemente importante: è l’ingrediente fondamentale senza il quale non si andrebbe da nessuna parte!

Come fotografo hobbista, ho una filosofia molto precisa: prediligo ritrarre la realtà pura, odio la post-produzione pesante e cerco di fare in modo che lo scatto finale rimanga il più possibile “vero”, spontaneo e naturale. Proprio per questo mio approccio grezzo e autentico, non sono il classico fotografo super comunicativo che sta lì a fare mille discorsi o a dare indicazioni continue — anche se mi rendo conto che con alcune modelle serve guidare la scena nei minimi dettagli. Con lei, però, c’è un’alchimia diversa: quando c’è la carica giusta da parte sua, le pose, le sguardi e le situazioni nascono in modo del tutto fluido e naturale.
4. Il ruolo dell’autostima e della seduzione: Mostrare la propria partner agli altri viene spesso visto come il carburante definitivo per riaccendere la scintilla. Nel vostro quotidiano — tra impegni, routine e set fotografici — quanto questo “gioco da esibizionisti” influisce sulla vostra intesa e sul modo in cui vi guardate ogni giorno?
Questo aspetto influisce tantissimo e in modo del tutto positivo. Vedere la propria donna desiderata, ammirata e persino bramata da migliaia di persone non crea insicurezza, ma al contrario innesca un cortocircuito di seduzione incredibile. È come se ogni scatto ricordasse a entrambi quanto siamo fortunati e quanto potere sensuale ci sia nella nostra intesa.
Nella vita di tutti i giorni, tra le bollette e la quotidianità, sapere che esiste questo universo parallelo fatto di sguardi, complicità e scatti audaci mantiene viva una tensione erotica costante. Non è solo un gioco estetico per raccogliere like: è un vero e proprio carburante che nutre l’autostima di mia moglie — vedendosi bellissima e valorizzata — e alimenta in me un orgoglio e un desiderio che non accennano a diminuire con il passare del tempo. Ci guardiamo con la consapevolezza di chi condivide un segreto piccante che gli altri possono solo guardare dallo schermo.
5. Gestione del giudizio esterno e “parenti serpenti”: Hai accennato alle reazioni bacchettone di conoscenti e parenti. A parte farsi una risata sopra, come si vive nel concreto questo contrasto e quanto vi gasa l’idea che la loro chiusura mentale sia diventata la spinta per mettervi ancora più in gioco?
Nella vita di tutti i giorni si impara a scivolare sopra le ipocrisie con una certa eleganza. All’inizio può fare un po’ strano rendersi conto di quanti pregiudizi si nascondano dietro ai sorrisi di circostanza delle persone vicine, ma poi subentra una liberatoria sensazione di superiorità morale. Noi non stiamo facendo del male a nessuno, stiamo solo vivendo la nostra sessualità e il nostro senso dell’arte con libertà e complicità.

Il fatto che ci abbiano affibbiato etichette medievali o che si scandalizzino di fronte a un corpo femminile mostrato con orgoglio ci fa quasi tenerezza. Anzi, se devo essere del tutto sincero, la loro chiusura mentale è diventata il nostro carburante preferito! Sapere che la nostra libertà espressiva urta i benpensanti e smantella la loro morale di facciata ci dà una scarica di adrenalina incredibile. Più loro storcono il naso e lanciano giudizi moralisti, più a noi — e a mia moglie in primis — viene una voglia matta di alzare la posta, divertirci e metterci in gioco senza chiedere il permesso a nessuno.
Conclusione
In un panorama sociale ancora troppo spesso soffocato dal tabù e dalla gelosia tossica, la storia del marito di Valkyr ci dimostra che la condivisione e l’esibizionismo benevolo possono essere una forma altissima di complicità matrimoniale. Quando c’è fiducia assoluta, rispetto dei confini reciproci e una buona dose di autoironia, mostrare la propria intimità al mondo non toglie nulla alla coppia: aggiunge solo del gran pepe!